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Sicurezza nei circoli tennis: obblighi e misure per la prevenzione e il primo soccorso

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Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2021, il quadro normativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ha subito modifiche significative anche per le associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD e SSD). Dal 1° luglio 2023, tutti gli enti sportivi che impiegano lavoratori subordinati o collaboratori sportivi sono tenuti a rispettare gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, incluse le disposizioni in materia di prevenzione incendi, evacuazione e primo soccorso.

I circoli di tennis e padel rientrano a pieno titolo in questa normativa, dato che molti di essi operano con istruttori, preparatori atletici, personale di segreteria o addetti alla manutenzione. Di conseguenza, i gestori devono adottare misure adeguate per garantire un ambiente sicuro per i lavoratori e gli utenti.

Tra gli obblighi principali previsti dall’art. 18 del D.Lgs. 81/2008, troviamo:

• Designare il personale incaricato della gestione delle emergenze, inclusa la lotta antincendio, l’evacuazione e il primo soccorso.

• Definire procedure per il controllo del rischio e l’abbandono dei locali in caso di emergenza.

• Predisporre misure di prevenzione adeguate alla tipologia e dimensione dell’attività.

Secondo l’art. 43 del D.Lgs. 81/2008, oltre alla nomina dei responsabili della sicurezza, il gestore del circolo sportivo deve:

• Coordinarsi con i servizi pubblici di emergenza, garantendo un contatto diretto con vigili del fuoco e servizi sanitari.

• Fornire informazioni a tutti i lavoratori sui rischi e sulle procedure da seguire in caso di pericolo.

• Dotarsi di adeguati mezzi antincendio e dispositivi di emergenza, proporzionati ai rischi dell’attività.

Per quanto riguarda il primo soccorso, l’art. 45 del D.Lgs. 81/2008 impone agli enti sportivi di garantire la presenza di personale formato e di predisporre misure per la gestione delle emergenze mediche. Questo significa che nei circoli di tennis e padel devono essere disponibili kit di primo soccorso, nonché un defibrillatore semiautomatico (DAE), il cui uso deve essere affidato a personale adeguatamente formato.

Un punto critico riguarda le realtà sportive che si avvalgono di volontari e collaboratori sportivi con compensi inferiori a 5.000 euro annui. La normativa stabilisce che tali figure siano equiparate ai lavoratori autonomi e, pertanto, si pone la questione di quali obblighi di sicurezza debbano essere rispettati.

Anche in questi casi, le ASD e SSD devono comunque:

• Informare i volontari e i collaboratori sportivi sui rischi presenti negli impianti e sulle procedure di emergenza.

• Eliminare o ridurre i rischi derivanti dall’interferenza tra diverse attività (ad esempio, lavori di manutenzione in corso mentre si svolgono allenamenti o tornei).

• Cooperare con i collaboratori per garantire misure di prevenzione e protezione adeguate.

Sebbene le ASD e SSD non siano considerate datori di lavoro in senso stretto, devono comunque adempiere a una serie di obblighi di sicurezza, anche quando operano esclusivamente con volontari o co.co.co. sportivi “sottosoglia”. Tuttavia, possono avvalersi delle semplificazioni previste per le imprese di minori dimensioni, tra cui la possibilità per il gestore del circolo di assumere direttamente il ruolo di responsabile del primo soccorso e della sicurezza antincendio.

La gestione della sicurezza nei circoli di tennis e padel non deve essere vista come un mero obbligo burocratico, ma come un elemento chiave per la tutela di lavoratori, istruttori e utenti. Un ambiente sicuro e ben organizzato non solo riduce il rischio di incidenti, ma migliora anche la qualità del servizio offerto, rafforzando l’immagine del club agli occhi di soci e clienti.

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