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Detrazione fiscale per le spese sportive dei figli minori: come funziona e cosa sapere

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Da diversi anni, i genitori possono beneficiare di una detrazione fiscale per le spese sostenute per l’attività sportiva dei figli minori. Questa agevolazione, prevista dalla Legge 296/2006 (comma 319), consente di detrarre il 19% delle spese sportive sostenute per bambini e ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, fino a un massimo di 210 euro annui per ciascun figlio. Questo significa che, in sede di dichiarazione dei redditi, è possibile ottenere un risparmio fiscale di circa 40 euro per ogni figlio iscritto a una disciplina sportiva riconosciuta.

Quali spese si possono detrarre?

La detrazione è applicabile esclusivamente alle spese sostenute per iscrizioni e abbonamenti ad associazioni sportive dilettantistiche (ASD), società e associazioni sportive professionistiche, palestre, piscine e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Non sono invece detraibili le spese per l’acquisto di attrezzature sportive, divise o materiali necessari per lo svolgimento dell’attività.

Ad esempio, se un genitore paga l’iscrizione annuale del figlio a un circolo tennis o a un corso di padel, può detrarre il 19% dell’importo versato fino al limite massimo di 210 euro. Se la spesa è superiore a questa soglia, la detrazione verrà comunque calcolata su 210 euro, indipendentemente dal costo effettivo dell’abbonamento.

Quali documenti servono per ottenere la detrazione?

Per usufruire della detrazione fiscale, è fondamentale conservare la ricevuta di pagamento rilasciata dal circolo sportivo o dall’associazione. La ricevuta deve contenere alcuni dati essenziali:

• Denominazione e codice fiscale dell’ente sportivo che ha ricevuto il pagamento

• Dati anagrafici del minore che pratica l’attività sportiva

• Importo pagato e data del versamento

• Causale del pagamento, specificando che si tratta di iscrizione o abbonamento a corsi sportivi

Se il pagamento è stato effettuato tramite bonifico, carta di credito o altro metodo tracciabile, sarà necessario conservare anche la relativa evidenza bancaria. Dal 2020, infatti, per poter beneficiare della detrazione è obbligatorio che il pagamento sia effettuato con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non permettono di ottenere il beneficio fiscale.

Chi può beneficiare della detrazione?

La detrazione del 19% può essere richiesta dal genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa e che la inserisce nella propria dichiarazione dei redditi tramite Modello 730 o Modello Redditi PF. Se entrambi i genitori hanno contribuito al pagamento della quota sportiva, la spesa può essere ripartita tra i due, indicando la percentuale di spesa sostenuta da ciascuno.

Ad esempio, se un padre e una madre hanno entrambi contribuito al pagamento della quota sportiva del figlio per un importo complessivo di 400 euro, potranno detrarre entrambi il 19% sulla loro rispettiva quota, fino al massimo detraibile di 210 euro per figlio.

Esempio pratico di detrazione

Supponiamo che un genitore paghi un abbonamento annuale per il proprio figlio di 300 euro presso un circolo di tennis.

• La spesa massima detraibile è 210 euro.

• Il 19% di 210 euro equivale a 39,90 euro, che verranno restituiti sotto forma di riduzione dell’IRPEF dovuta.

• Se il genitore ha più figli iscritti ad attività sportive, la detrazione si applica per ciascun figlio, quindi, con due figli, il risparmio fiscale raddoppia.

Cosa succede se il circolo non rilascia la ricevuta valida per la detrazione?

Non tutti i centri sportivi possono rilasciare ricevute fiscalmente detraibili. Affinché la spesa sia valida ai fini della detrazione, l’associazione o società sportiva deve:

• Essere regolarmente affiliata a una Federazione Sportiva Nazionale (FSN), a un Ente di Promozione Sportiva (EPS) riconosciuto dal CONI, o al CIP (Comitato Italiano Paralimpico).

• Essere in regola con le normative fiscali e con la gestione delle ricevute fiscali.

Se il circolo non rientra in queste categorie o non rilascia una ricevuta conforme, la spesa non potrà essere portata in detrazione. Per evitare problemi, è sempre consigliabile chiedere in anticipo al centro sportivo se le ricevute rilasciate sono valide ai fini della detrazione fiscale.

Conclusioni

La detrazione fiscale per le spese sportive dei figli è un’opportunità utile per ridurre il carico fiscale delle famiglie e incentivare la pratica sportiva tra i giovani. Tuttavia, per poterla ottenere è fondamentale rispettare alcuni requisiti: pagamenti tracciabili, ricevute conformi e iscrizione presso un ente sportivo riconosciuto. Per i genitori, tenere sotto controllo questi aspetti significa evitare brutte sorprese in sede di dichiarazione dei redditi e ottenere un piccolo, ma significativo, risparmio fiscale.

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